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TERRA PROMESSA! BRIGANTI E MIGRANTI
uno spettacolo di Marco Baliani e Felice Cappa
con Marco Baliani e Salvo Arena, Naike Anna Silipo, Aldo Ottombrino, Michele Sinisi
drammaturgia Maria Maglietta
musiche Mirto Baliani
produzione CRT Artificio di Milano

Negli ossari dei camposanti dei paesi della regione del Vulture giacciono sparse le ossa calcinate dei briganti, morti combattendo o fucilati, insieme a quelle dei soldati che da loro vennero uccisi, ossa senza parole, evanescenze di quello sterminio dell’esistente che è la Storia”
Michele Saraceno

Lo spettacolo
Nella vicenda del bandito Carmine Crocco, si può leggere la storia emblematica di un’incomprensione, di una disfatta civile, di un’assenza di lungimiranza politica che ancora oggi incide pesantemente sulla storia del nostro Paese.
Dall’entusiasmo popolare suscitato dalle promesse garibaldine, in pochi anni , la popolazione del meridione si trovò a combattere una disperata forma di rivolta contro l’ordinamento del nascente stato italiano.
Per migliaia di contadini, al termine di quei sanguinosi anni, restò, come scelta obbligata,divenire emigranti. E’ questo infatti il destino di otto milioni di contadini, uomini e donne del sud e del nord Italia che negli anni della nascita del nuovo Stato italiano sono costretti a lasciare il Paese.

In scena Marco Baliani, a ripercorrere gli eventi, a ricostruire le circostanze e a illuminare i luoghi che i protagonisti di quelle vicende hanno consegnato alla storia. Ad accompagnare le parole del narratore in scena, compaiono, su schermi sovrapposti, come apparizioni fantasmatiche, altri personaggi, un contadino, una popolana, un barone e un soldato piemontese, evocati dal narratote stesso, a comporre un mosaico di racconti fatto di voci e punti di vista differenti.

Questa fermentazione narrativa vive all’interno di una speciale scatola luminosa, che racchiude il narratore e la sua storia in un caleidoscopio di immagini proiettate. Brevi squarci di vita, memorie di luoghi, riflessioni si amalgamano in uno spezzato affresco.
Al centro sta il conflitto del brigante contadino, la sua impossibile riconciliazione col mondo.
La forma dell’ evento teatrale è tutt’uno con questa impossibile pacificazione, con l’incapacità di ricondurre le vicende in un unico lineare racconto.
Il succedersi e sovrapporsi di parole suoni e immagini mostrano un paese non ricomposto, una terra non riconciliata, dove ai perdenti non resta che divenire stranieri a sè stessi perdendosi nelle innumerevoli figure degli emigranti.

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