LA REPUBBLICA DI UN SOLO GIORNO 2010, Teatro di Roma
Seconda tappa del progetto Fratelli di Storia sui 150 anni dell’Unità d’Italia di Marco Baliani lo spettacolo racconta l’epopea dei cinque mesi della Repubblica Romana nel 1849 quando un gruppo di idealisti proclamò la Repubblica. Un sogno breve, destinato alla sconfitta. “Ma quando i sogni sono belli i vinti diventano più importanti dei vincitori” precisa Marco Baliani “Nei cinque mesi della sua vita, la Repubblica trasformò Roma in un laboratorio di democrazia e promulgò una Carta dei diritti e dei doveri che divenne un modello per tante Costituzioni successive, a partire dalla nostra”.
È il 1849. Nella Roma del Papa Re crolla il regime pontificio sull’onda dei moti popolari. Pio IX fugge a Gaeta. Un gruppo di idealisti, con Mazzini e Garibaldi, proclama la Repubblica. Marco Baliani, autore e regista de La Repubblica di un solo giorno, spettacolo per nove attori, racconta quell’avventura. La pièce fa parte della trilogia progettata da Baliani in vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia. "Nei cinque mesi della sua vita – continua Baliani – la Repubblica trasformò una delle capitali più reazionarie d’Europa in un laboratorio di democrazia. E il giorno prima di cadere sotto i colpi delle truppe francesi promulgò una Carta dei diritti e dei doveri che, sancendo l’abolizione del potere temporale dei papi, la confisca delle terre del clero, l’abolizione della pena di morte e il suffragio universale, divenne un modello per tante Costituzioni successive del mondo occidentale, a partire dalla nostra". La Repubblica romana coinvolse anche il popolo. Ed è proprio da qui che è partito Baliani per raccontarla. "Sarà una storia vista dal basso – spiega il regista – con gli occhi di un ragazzo di Trastevere, Lucio, e della sua donna, Anita, come la moglie di Garibaldi". A dar coscienza politica al ragazzo è un giovane borghese di Milano, sceso a Roma proprio per difendere la Repubblica. "Racconteremo, anche se non in modo banalmente naturalistico, l’ardore giovanile che mosse tanti ragazzi a sfidare la morte e a combattere in nome della libertà. Un esempio per quelli di oggi, che sfidano giovanilmente la morte lanciandosi a 200 all’ora sulle autostrade". |
![]() fotografie © Enrico Febbo
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