QUINTA STAGIONE

 

di Franco Marcoaldi

regia Marco Baliani

con Marco Baliani

e la voce dialogante di Franco Marcoaldi

scene Mimmo Paladino

paesaggio sonoro Mirto Baliani

disegno luci Cesare Accetta

aiuto regia Antonello Cossia

assistente alla regia Umberto Salvato

direttore di scena Antonio Gatto

capo macchinista Marco Di Napoli

capo elettricista Francesco Adinolfi

sarta Annalisa Riviercio

foto di scena Ivan Nocera

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

 

Portare la poesia in teatro è, da sempre, impresa ardua. È come se il linguaggio poetico, sopra un palco, si trovasse compresso, costretto, non così libero di volare e di espandersi come i suoi versi vorrebbero. Dentro un poema c’è solo la voce del poeta, che l’ha abitata e continua a starci incastrato, connesso a quelle parole magari pensate e scritte tanto tempo prima ma che ancora lo incatenano. Lì lui vive e parla. Dopo queste premesse che senso ha allora che sia io a dare voce alla Quinta Stagione di Franco Marcoaldi? Io, uno straniero rispetto al poema.
Ma il poeta ha chiamato la sua opera “monologo drammatico”, due termini che appartengono di diritto alla storia del teatro. Dunque la visione del poema è legata alla scena, o potrebbe esserlo.
È quel “potrebbe” l’unico spazio di esplorazione che mi è consentito e che mi accingerò con timore ed entusiasmo a percorrere. Un evento “drammatico” necessita di azioni in contrasto. Nella Quinta Stagione intuisco che queste “azioni” possano essere le molteplici voci che abitano il poema, le vorrei incontrare, per contrastarle o farmi permeare, forse anche quella del poeta, voci sperse in un paesaggio a tratti così remoto da trovarsi dietro l’angolo di casa. È un poema itinerante, da nomadi, mi ci riconosco fin dalle prime parole, come fossi un viandante che ne è stato catturato. Ma avrò bisogno nel pellegrinaggio di un paesaggio sonoro di complicità, a cui penserà mio figlio Mirto, sono certo che insieme troveremo la “musica” giusta di sonorità e voci. Per il paesaggio scenico mi affiderò alla misura artistica di Mimmo Paladino, alle sue materiche presenze, con cui interagire e da cui farmi guidare. Sono dunque in buona compagnia, non mi resta che accingermi ai preparativi per la partenza.

Marco Baliani