MANDRAGOLA

I NUOVI – GIOVANE TEATRO DELLA TOSCANA

 

di Niccolò Machiavelli
con Maddalena Amorini, Francesco Argirò, Beatrice Ceccherini, Davide Diamanti, Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi, Claudia L. Marino, Laura Pinato, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada, Filippo Stefani, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe
scene e costumi Carlo Sala
assistente scene e costumi Roberta Monopoli
assistente regia Lorenzo Terenzi
direttore di scena Emiliano Gisolfi
light designer Loris Giancola
sarta Eleonora Sgherri
realizzazione scene Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola
realizzazione costumi Sartoria Mauro Torchio
regia Marco Baliani
produzione Fondazione Teatro della Toscana


 

I Nuovi, la compagnia dei giovani diplomati della Scuola per Attori ‘Orazio Costa’ della Fondazione Teatro della Toscana, fanno rivivere La mandragola di Niccolò Machiavelli per la regia di Marco Baliani. La beffa erotica dal sapore boccaccesco, tanto lieve quanto complessa, è il capolavoro teatrale del ’500.

Nonostante la materia leggera, La mandragola non smentisce il Machiavelli de II Principe: nello smascherare l’ipocrisia di autorità intoccabili come la Chiesa o la famiglia nella Firenze rinascimentale; nel dimostrare che nella conquista di qualcosa di importante, non importa se di una donna o di un principato, le regole del gioco sono sempre le stesse.

Machiavelli intende analizzare e mostrare la verità effettuale dei mezzi con cui l’uomo arriva a raggiungere i suoi fini, spostando però la prospettiva dallo scenario vasto della politica a quello della vita privata e utilizzando il linguaggio della comicità. Si tratta, tuttavia, di una comicità amara e spietata poiché, se lo scopo dell’agire politico ha una ‘intenzione alta’, i personaggi de La mandragola mettono in campo tutte le loro migliori energie, le loro virtù, per uno scopo greve e volgare: il soddisfacimento dell’amore sensuale e l’interesse economico.

 


NOTE DI REGIA
Uno spettacolo in continuo fibrillante movimento, come se il turbine delle passioni che governano gli animi dei personaggi si esplicitasse in una frenesia di corpi danzanti. Ogni personaggio ha un suo doppio-ombra che invisibile lo trascina, lo muove, gli sussurra le parole da dire, lo confonde e lo turba, un regista occulto che muove il corpo del personaggio come una marionetta. Il linguaggio di Machiavelli sarà in parte tradito, come sempre accade quando l’arte commette l’arbitrio di una traduzione, le parole dovranno avere la stessa forza di quelle originali, ma dovranno parlare alle nostre orecchie disincantate, dovranno essere materiche e quindi mai filologicamente rispettose.

Marco Baliani