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RIGOLETTO. LA NOTTE DELLA MALEDIZIONE

 

di e con Marco Baliani

e

I FILARMONICI DI BUSSETO

Clarinetto Simone Nicoletta

Chitarra Giampaolo Bandini

Fisarmonica Cesare Chiacchiaretta

Contrabbasso Antonio Mercurio

Percussioni Roger Catino

 

Musiche di Giuseppe Verdi, Nino Rota, Cesare Chiacchiaretta 

Una commissione del Festival Verdi in prima assoluta il 9 ottobre 2020 al Teatro Regio di Parma

Realizzata da Società dei Concerti di Parma

La nostalgia per la donna amata, la gelosa premura nei confronti della figlia, la sete di vendetta contro chi minaccia la sua purezza: i sentimenti di Rigoletto, che la musica di Verdi ha reso immortali, rivivono nell’animo e nella storia di un clown che si esibisce in un piccolo teatro di periferia. Davanti allo specchio, mentre trasforma col trucco il suo viso, si prepara per una serata speciale, quella in cui si consumerà la sua vendetta, sotto gli occhi di tutti. Pensieri, rancori, ricordi si susseguono in un monologo accompagnato, interrotto e per certi versi ostacolato da una musica sempre presente.


Dal diario di Marco Baliani

Parma, 5 ottobre 2020
Ecco una ipotesi di trucco, ma su per giù il mio prossimo Rigoletto, che debutterà il 9 ottobre al Teatro Regio di Parma, avrà una faccia simile a questa, e anche una gobba come da copione operistico. Solo che è una gobba posticcia, finta, con cui il mio Rigoletto clown combatte ogni sera una sua battaglia personale, spostandola a vista, indossando via via il suo costume mentre parlerà della nottata speciale che lo attende, masticando parole acide, aspre, vendicative. Anche lui avrà la sua maledizione letta sulla mano a palmo aperto dalla falsa zingara appostata all’entrata del tendone. Un circo di seconda mano, dove però la vita è sempre giocata sul filo di una esuberanza mostrata a piene mani, dove si sorride dopo il numero non sentendo il dolore dei muscoli e nascondendo la tensione. Amo profondamente la gente del circo, ne sono da sempre stato affascinato, è una forma di teatro agonistico, dove la sopravvivenza è reale, i numeri sono vitali e devono a tutti i costi riscuotere gli applausi e i soldi del biglietto.
Allora mi sono immaginato lì dentro, nella roulotte – camerino di un vecchio clown ex trapezista, sciancato, che ha solo una figlia su cui riversare tutto il suo amore e il suo orgoglio perduto. Ma da qui in poi non vi racconto che accadrà, tanto la storia del Rigoletto operistico già la sapete e questa mia forse non sarà troppo diversa, perché quando uno si porta sul groppone un nome così, rischia grosso. I nomi si portano sempre dietro una storia e bisogna fare attenzione a sceglierli bene quando si nasce.
Sono giorni che passo e ripasso le parole e i gesti di quel nuovo essere che dovrò conoscere assai bene, diventerò quella gobba e quel costume e quelle parole. Spero, come sempre, di farcela, ma non è mai detto, basta un niente e si cade dal filo.