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PARAGOGHÈ

 

testo e regia Marco Baliani

drammaturgia Maria Maglietta

musiche Mirto Baliani

spazio e luci Lucio Diana

costumi Stefania Cempini

 

con Valentina Angelini, Silvia Bertini, Francesco Brunori, Caterina del Giudice,  Gianni Giampechini, Eleonora Greco, Carmine Iannaccone, Giacomo Lilliù, Michele Maccaroni, Ludovica Mancini, Nicolò Matricardi, Edoardo Olivucci Vitangeli, Elisa Pesco, Chiara Santarelli, Elena Tonelli, Arianna Vercelli

produzione Marche Teatro

 


 

Giocasta: Se hai cara la tua vita, non indagare su questo, ascoltami, non farlo
Edipo: Non mi  convincerai ad ignorare la verità
Giocasta: Dico quel che è meglio per te
Edipo: È questo meglio che da tempo mi tormenta

-Sofocle-

 

Questa volta lo spazio del teatro eccezionalmente coincide con un luogo altrettanto “sacro”, un tribunale di giustizia. Entrambi questi luoghi mettono in scena conflitti. Il teatro interrogandosi sugli esseri che li agiscono, il tribunale dipanando, o cercando di dipanare, colpe e responsabilità.

In entrambi i luoghi, si cerca disperatamente di raggiungere una possibile verità, in forme poetiche o in forme giuridiche.

Nello spazio interno al tribunale di Ancona, una grande agorà, diciassette tra attori e attrici racconteranno quanta determinazione, fatica, dolori e perdite, ma anche soddisfazioni e vittorie sia costata nel tempo l’incessante ricerca, ancor oggi non terminata, della verità sulle tante stragi compiute nel nostro paese.

Parleranno teatralmente soprattutto dei tentativi di depistare, sviare, annullare, a volte uccidendo, a volte infangando, le ricerche e le indagini.

Il libro che ci ha fatto da guida in questo percorso si intitola La repubblica delle stragi.

È una scrittura lucida, spietata, precisa, Il percorso dei magistrati per tentare di dipanare il groviglio infernale dei depistaggi che hanno intessuto  e coperto sempre ogni atto criminoso e stragista. Il sottotitolo dice: 1978/1994 il patto di sangue tra stato mafia P2 ed eversione nera.

Non c’è strage, non c’è scempio di cittadini inermi e innocenti che non abbia di volta in volta visto agglomerarsi nelle esecuzioni stragiste queste quattro presenze. Il nostro intento è trasformare queste pagine preziose in un evento teatrale.

Lo spettacolo sarà un arazzo composito dove più vicende si intrecciano e più linguaggi si mescolano in un flusso comunicativo, senza mai offrire un unico discorso lineare, ma multiformi punti di coagulo del senso, cercando così di cogliere la complessità degli avvenimenti storici di un passato prossimo su cui è indispensabile riflettere per il nostro presente.

Marco Baliani